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(Testi a cura del Prof. Fabio Bonaiti)

 

Immagine rappresenta la chiesa Arcipresibiterale di San Martino VescovoChiesa Arcipresbiterale di San Martino Vescovo in Calolzio


Costruita prospiciente la vecchia Parrocchiale (oggi Casa della Comunità) secondo il progetto dell’illustre ingegnere architetto lecchese Giuseppe Bovara di Lecco tra il 1817 e il 1847, alla chiesa arcipresbiterale si accede attraverso un monumentale pronao a quattro colonne con capitelli corinzi. Superata la bussola di ingresso, maestoso appare l’altare in marmo bianco di Carrara con alle spalle l’affresco absidale raffigurante l’apparizione di Cristo a San Martino eseguito da Luigi Morgari di Torino nel 1907 e sovrastato dalla cupola dipinta dal Brighenti nel 1830. Ai lati si osservano i quattro altari di San Giuseppe (1898), dei SS. Rocco e Sebastiano (1837), dell’Addolorata (1851) e della Beata Vergine del Carmine (1869). Notevole l’organo settecentesco Serassi. Recentemente, è stata oggetto di restauri.

 

Immagine raffigura il santuario della Madonna del buon consiglio di CasaleSantuario della Madonna del Buon Consiglio di Casale


Nella località già ricordata da una pergamena bergamasca dell'anno 985, sorgeva un tabernacolo dedicato alla Vergine che nel 1730 mostrava segni miracolosi tanto da indurre la popolazione a costruire un santuario. Autorizzata con decreto del Senato Veneto, l’erezione venne principiata nel 1734 su progetto dell'architetto Ferdinando Saijz. Si tratta di un misurato edificio barocco a pianta centrale ottagonale coperta da cupola presbiterio poligonale che costituisce un’opera incompiuta: venne infatti realizzato solo in parte in quanto l'attuale chiesa avrebbe dovuto costituire il coro e il presbiterio di quella progettata per occupare tutta la piazza sino al lavatoio. L'innalzamento del Santuario di San Gerolamo a Somasca indirizzò altrove le spontanee oblazioni della popolazione ed il progetto venne inevitabilmente ridimensionato.

 

 

 

 

 

Convento di Santa Maria del LavelloConvento di Santa Maria del Lavello

Antico insediamento, già fortificazione sull’Adda appartenente ai Conti di Almenno nel secolo XI e annessa ad una chiesa di San Simpliciano nel XII, l’insediamento religioso del Lavello si delinea a partire dalla fine del duecento allorché le fonti segnalano la presenza di una chiesa dedicata a Santa Maria e destinata, nel 1443, a far parte della Parrocchia autonoma di Calolzio sotto il dominio veneto. Sul finire del XV secolo, la chiesa ridotta in stato di abbandono venne ristrutturata e ampliata dall’eremita Jacopino il quale, durante i lavori, rinvenne una fonte di acqua miracolosa fautrice di prodigi, guarigioni e della devozione sopravvissuta sino ai giorni nostri. Insediatasi la comunità religiosa dei Padri Serviti, i lavori vennero ultimati intorno al 1493 e diedero al convento la forma che ancora oggi possiamo ammirare. Da segnalare il caratteristico chiostro maggiore cinquecentesco, quello minore seicentesco, il pulpito in legno con mano reggente il Crocifisso, una Madonna in trono in stile di fine quattrocento e vari affreschi di pregevole fattura. In fase di restauro, il complesso è destinato a divenire polo culturale di respiro europeo.

 

 

Chiesa di San Lorenzo Vecchio a RossinoChiesa di San Lorenzo Vecchio a Rossino 

Sorge nella frazione calolziese di Rossino, in fronte alla nuova chiesa parrocchiale. La struttura architettonica mostra forme tipiche della prima metà del XII secolo benché le prime attestazioni riscontrabili nelle carte medievali risalgono agli inizi del secolo XIV. Edificio a navata unica rettangolare con abside trapezoidale, copertura lignea a vista e campanile con monofora in tufo, la vecchia chiesa di S. Lorenzo ha subito numerosi interventi nel corso delle varie epoche tra cui spiccano i due altari laterali. Pregevoli le decorazioni ad affresco interne, recentemente restaurate, che risalgono ai secoli XIV, XV, XVI e XVII: San Lorenzo, San Sebastiano e il Cristo Pantocratore presso il presbiterio; San Lorenzo alla graticola e una Crocifissione presso la parete sud.

 

Castello di Rossino

Castello di Rossino
Denominato Castelrossino (ma altrimenti detto Castello dell’Innominato) e collocato alla destra del torrente Buliga su di un colle dominante terrazzato a vigneti, unitamente alla chiesa di San Lorenzo Vecchio (perciò detta de castro) ed alcuni edifici caratterizzati da portici, vicoli e rustici, esso costituisce un nucleo distinto e separato rispetto al cuore di Rossino, posto più a monte. Si tratta di un complesso fortificato un tempo esteso e comprendente più torri: oggi, nell’area del castello più volte rimaneggiata e riadattata, sopravvive un’originale torre del secolo XIII un tempo appartenente alla famiglia dei Benaglio (dominatori della Valle San Martino) e poi dei Rota. Luogo fortemente panoramico.

 

 

CatturaFabbrica Sali di Bario


Fondata nel 1902 da Pietro Cugnasca e Domenico Baggioli, questa fabbrica chimica che utilizzava la barite, ormai dismessa e della quale è attualmente in discussione la futura destinazione, resta uno dei più significativi esempi di archeologia industriale presenti sul territorio calolziese. Un palazzo per uffici in mattoni e pietra, un corpo di fabbrica in mattoni con archeggiature e vari capannoni sono sovrastati dall’imponente ciminiera.

 

Giardino Gaspare De Ponti
Si tratta di un suggestivo orto botanico ricco di varietà ed essenze vegetali sito nel giardino della Villa De Ponti, destinata a diventare sede museale.